Kapalabhati: il respiro che purifica

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kapalabhati
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In una stagione che mette a dura prova la salute delle nostre vie aeree, lo yoga ci suggerisce un valido aiuto per rinforzare l’apparato respiratorio, proteggere i condotti uditivi e liberare il naso: una pratica respiratoria di purificazione chiamata Kapalabhati.

La parola Kapala in sanscrito vuol dire infatti “cranio” e Bhati significa “far brillare, pulire”: significa letteralmente “pulizia del cranio”. Kapalabhati è annoverata tra le tecniche di purificazione del corpo, come descritto nei testi sacri del Gheranda Samhita e Hatha Yoga Pradipika, e di Pranayama (tecniche di respirazione).

Questa tecnica tonifica il muscolo principe della respirazione, il diaframma, che nel torace separa i polmoni dagli organi interni. Kapalabhati permette inoltre un ricambio totale dell’aria dei polmoni e una pulizia di tutte le vie respiratorie superiori. Gli organi interni vengono ossigenati, la fascia addominale tonificata; si rinforza il diaframma e tonifica cuore, fegato e stomaco.

Richiede pochi minuti al giorno ma regala un grande beneficio, soprattutto nei mesi freddi, quando si è più soggetti a riniti, sinusiti e raffreddori. Inoltre, questa tecnica dà anche chiarezza mentale e capacità di vedere le cose nella giusta prospettiva.

 

Vantaggi di Kapalabhati

  • Il massaggio sugli organi addominali attenua tensioni e spasmi in questa zona del corpo
  • Aiuta la circolazione venosa di ritorno, alleggerendo stasi sanguigne nella stessa zona
  • Aumenta la tonicità e il controllo dei muscoli addominali
  • Un probabile aiuto ad eventuali problemi di costipazione
  • Massaggia il diaframma che nella fase attiva (espirazione) subisce una rapida spinta verso l’alto
  • Crea un notevole scambio gassoso con il sangue, con conseguente diminuzione di CO2
  • Purifica le vie respiratorie grazie al passaggio rapido dell’aria

 

Quando va praticato: questo esercizio di respirazione si deve praticare a stomaco vuoto. Il momento migliore è la mattina appena svegli, ma puoi praticarlo nel momento della giornata in cui riesci a ritagliarti qualche minuto di relax.

 

La posizione preparatoria

Siediti in una posizione comoda, per esempio a gambe incrociate, con la schiena diritta e le spalle rilassate, le mani poggiate sulle ginocchia. Rilassa le spalle senza collassare con la colonna vertebrale, rilassa i muscoli del viso e mantieni la mente focalizzata sul tuo corpo e il respiro. Chiudi gli occhi per aiutarti a mantenere l’attenzione su di te.

Prenditi il tempo di ascoltare il flusso del tuo respiro spontaneo, inspirando dal naso la quantità d’aria che ti viene naturale. Lascia che l’espirazione arrivi naturalmente, senza forzare in alcun modo il ritmo della respirazione. Continua per la durata di qualche respiro.

 

Come si pratica Kapalabhati

Inspira dal naso, tieni il torace espanso e subito dopo contrai fortemente gli addominali in maniera da espirare energeticamente dal naso (un po’ come quando ti soffi il naso… senza fazzoletto).

Subito dopo lascia che il diaframma si rilassi con l’inspirazione, che non deve essere controllata e che avviene di riflesso.

L’enfasi e la concentrazione di questa tecnica è tutta nella fase di espirazione, quando emetti l’aria: concentrati su questo movimento “a pompa” nell’addome, mentre il torace deve rimanere il più possibile immobile. Esegui per qualche minuto.

Controindicazioni: praticare la respirazione Kapalabhati è sconsigliato a chi soffre di pressione alta, vertigini, donne in gravidanza, chi è soggetto ad attacchi di panico, epilessia e diabete.

 

“Quando il respiro è affannoso anche la mente è instabile.
Ma quando il respiro si calma anche la mente lo fa, e lo yogi raggiunge lunga vita.
Pertanto, si deve imparare a controllare il respiro.”
(Hatha Yoga Pradipika)

 

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